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Barbara Di Cretico is an indipendent photographer
based in Marche, Italy

She works in the large distribution, design, jewellery, fashion, well-being and food sectors. Collaborated with top level Italian magazines and participated in the organisation of important national exhibitions, the last:’Andrea Pazienza designs Prévert’. Whenever her agenda allows her, Barbara leaves study flash and the base tilt to dedicate herself to documentary photography.
In 2002, documented the environmental disaster in Galicia, by publishing the book Nunca Màis Petroleo en el Mar, in co-operation with the Province of Ascoli Piceno.In February 2005, one month after the tsunami in Asia: Welcome to Paradise
in co-operation with Gus of Macerata and the Province of Ascoli Piceno.The last reportage it’s Good Life | living in New Zealand, about New Zealand way of spiritual life.

Le prime fotografie di Barbara risalgono alla sua infanzia.Non aveva ancora 10 anni quando le fu regalata una piccola Agfa, col flash ‘cubo’ (solo quattro lampi per un flash, che poi era da buttare). Ogni settimana pellicole su pellicole da sviluppare, ed i primi soggetti furono le sorelline più piccole. Una volta il fondale era un plaid scozzese, un’altra il filtro flou era ‘fiato’ sull’obiettivo, un’altra la coperta di coniglio fungeva da pelliccia e la coppa piena di gazzosa era champagne.

Fotografie tenere e ironiche, ingiallite dal tempo , ma che documentano una passione antica.

Poi da adulta tutto questo si trasforma in lavoro. In un’agenzia pubblicitaria, la Adplan, a fianco di un team di grafici di grande talento. Fotografia di studio, tecnica, dove Barbara impara a controllare i riflessi sulle diverse superfici che si trova a fotografare, a usare la luce e la composizione. Lavorando col medio e grande formato su diapositiva.

Non c’era margine per l’errore, dopo 24 ore, alla consegna delle diapositive sviluppate il lavoro doveva essere perfetto.

Ma in tutto questo, la particolarità di Barbara è stato sempre il non fermarsi. E nello stesso periodo frequenta prima sociologia ad Urbino e poi sceglie di trascorrere per anni ogni fine settimana a Milano per seguire corsi di specializzazione in una prestigiosa scuola di fotografia la Kaverdash. Si iscrive a tutto quello che le interessa, still life, moda, storia
della moda, fotoritocco. E tra una lezione e l’altra ogni mostra, libreria, concerto , incontro, è motivo di studio. Saranno anni molto faticosi e insieme bellissimi.

Poi, visto che non è mai riuscita a fare ciò in cui non credeva, quando capisce che in agenzia non c’è più margine di crescita, sceglie di aprire un suo studio.

Ancora ricominciare da capo. Dopo il primo anno di assestamento, su richiesta di amici carissimi inizia a fotografare matrimoni,
specificando però che avrebbe creato qualcosa che sentisse veramente di valore : raccontare una storia, la loro storia, no pose, no finzioni.

Uno stile che è stato subito amato molto e che l’ha portata ancora a studiare, questa volta con i fotografi più bravi del mondo. Ben Chrisman, Jonas Peterson, Jeff Ascough, David Pullum.

Poeti dell’obiettivo e soprattutto persone uniche ed umili.

La fotografia di matrimonio le ha insegnato molto e continua a farlo. Si scatta di giorno, di notte, con la pioggia col sole, e niente può essere ripetuto. Bisogna avere occhio velocissimo, capire in un attimo composizione, luce e soprattutto cogliere il momento. E fare tutto questo con grande amore e sintonia con le persone. Un lavoro sfibrante e appassionante insieme.

Dove si mescolano professionalità, cultura, disciplina e sentimento.

Durante questi anni lavora anche con una Ong il Gus, documentando lo tsunami in Sri Lanka.

Da questo lavoro verrà fatta una mostra: ‘Welcome to Paradise’ e stampato un catalogo in collaborazione con la Provincia di Ascoli Piceno.

Documenta poi i danni del naufragio della Prestige sulle coste della Galizia e ne trarrà una mostra :‘Nunca Maìs Petroleo en el Mar’ e stampato un catalogo in collaborazione con la Provincia di Ascoli Piceno, con uno studio sulle navi carretta che giornalmente solcano il Mediterraneo arrivando fino a Trieste.

Ultimo il reportage in Nuova Zelanda sul modo di vivere dei neo zelandesi : Good Life living in New Zealand.

Allestisce personalmente le sue mostre ed è curatrice della mostra su Andrea Pazienza, grandissimo fumettista, ‘Andrea Pazienza disegna Prevert’.

Quando si guarda indietro pensa sempre che c’è molto ancora da fare.